Il pomeriggio ha una luce ingrata,
spietata come sole che brucia sull'asfalto
siamo tutti un po' più saturi,
disillusi e sinceri,
con gli occhi bene aperti
ma incapaci di vedere ancora chiaro
in quest'aria afosa e dolciastra
che non è più fede acerba di mattino
Il pomeriggio ci lascia orfani,
spogli di quella serie di doveri
che la vita ci ha tessuto intorno
Mia madre diceva:
è la leggerezza, quella che ci abbandona
Il pomeriggio dà poca fiducia,
e poca ne riceve dalla vita che lo lascia assente
per un attimo ti trova nudo di difese e opinioni
vaghi tra la gente e non la sai distinguere,
tutto potrebbe piacerti, niente può più interessarti
la capacità di scegliere se ne va,
le classificazioni, i colori si fanno confusi
ci si rifugia in un libro, in un caffè
Il pomeriggio teme spesso il confronto con l'alba
e può vincere solo se ci si abbandona al suo tepore,
all'ozio che non teme il coro impazzito dei pensieri,
se si riesce a vincere la stasi
con il calore del cuore di una donna innamorata
Il pomeriggio è denso dei fantasmi dei dolori inflitti al mattino,
ma può salvarmi quando gli uomini del mondo non mi fanno più paura
perchè le loro bellezze sono solo un riflesso della tua.
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Il pomeriggio ti entra nelle ossa come lo scirocco,
RispondiEliminae mescola i pensieri in un intruglio in cui gli ingredienti sembrano confondersi mentre tu vorresti distinguerli.
Il pomeriggio ha un calore tutto nuovo se lo trascorri in balìa delle lancette, immobili come i beni che non possiamo permetterci coi nostri miseri stipendi.