La nave lasciò il porto
con quel senso di vuoto
che è timore e presentimento
di una sciagura quanto mai
messa in conto
dai quattro mozzi fino a ieri,
capitani per un giorno o perlomeno
per questo viaggio
che è scoperta e sfida.
Tutti salutano tutti
quando non sono certi del ritorno.
Nessuno saluta nessuno
se non ha qualcosa da ricordargli
o qualche faccenda da fargli sbrigare.
In questa landa di migranti
in pochi aspettano agli sbarchi
perchè pochi sono rimasti,
molti hanno perso ogni speranza,
molti meno alzano la testa,
qualcuno legge i romanzi al contrario,
qualche altro mastica solo nei giorni festivi.
Si racconta di gente che è tornata
con lunghe barbe e teorie egualitarie
ma solo nei bar e solo dopo una certa ora.
Ai più piccoli si insegna l'antico fasto
di civiltà seppellite come rifiuti organici,
che tentare è il primo passo per il fallimento
che l'altrove è pericoloso
che le caramelle sono contaminate dagli sconosciuti
che la schiena deve stare sempre dritta
che a tavola si sta in silenzio
e si sta in silenzio quando parla un altro
e quando non siamo chiamati in causa
e quando abbiamo già detto troppo
e quando ciò che abbiamo da dire non è affatto meglio del silenzio.
Spegnete il microfono a quel cantante,
potrebbe esplorarvi le interiora
fino a scovare il marcio ben nascosto
dietro sorrisi con le impalcature in vista.
Intanto divertitevi più che potete, non c'è indugio nell'incoscienza.
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provincia cronica
RispondiEliminamolto triste, molto vera, molto bella
RispondiEliminaonore e rispetto per coloro che hanno il coraggio di restare, alla stessa stregua di coloro hanno bisogno di scappare.
RispondiEliminaI non-morti si fanno vivi in tempo di quaresima
RispondiEliminaCronache croniche, potrebbe essere una nuova tag...
RispondiEliminachi lascia la strada vecchia per quella nuova........
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