Piattaforma Versozero:
Collettivo Artistico Multidisciplinare





Petit dèjeuner di Alraune Smith

Il mattino era questo
l'odore del forno, odore di pane
la luce delle strade lastricate
che entrava nella stanza tra le stecche della persiana
sole che fa venire sete, voglia di essere felice
occhi e capelli sparsi liquidi sul cuscino

Strabismo di venere la poesia,
solo un modo per volgere gli occhi da un'altra parte,
non accorgersi del vuoto quando tutto è voglia di cambiare e nostalgia
- delle scarpe rosse che abbagliavano cieli di pioggia, della musica nuova,
della meraviglia di certi pomeriggi
di paesaggi non accoglienti e lacrime lente e tramonti appesi al rovescio
sopra la mia testa già distante e leggera

Donne bambine giocano con i loro corpi
e le immagini proiettate sul muro
Io, che cerco di modellarmi i fianchi e il viso
come se potessi davvero tornare quella di allora
Silenzi di rimmel
Dita affusolate nel fumo di un'ombra
Montagne di libri non detti, non scritti, non parlati
La mia casa è appesa al suolo
e non mi contiene perchè non ho più forma,
sono un soffio di silenzio, occhi rivoltati,
uno scrigno colmo di fragilità nascoste e inconfessabili,
pelle immobile che attende di esplodere.

Fuori respiri leggeri, biciclette verdi,
passi,
vento tiepido di quasi aprile.

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